Incontro con l’Autore – Matteo Cellimi

Intervista TSK

* Matteo Cellini, insegnante e scrittore, parli un po’ di te

+ Sono di Urbania, ho sempre vissuto lì e insegno nelle scuole medie. Quando ero ragazzo non scrivevo e non ero neanche un buon lettore. In 5^ liceo è cambiata l’insegnante di lettere, devo a lei il fatto di aver aperto lo ‘scrigno’. Mi sono iscritto a lettere e ho iniziato a leggere sia per l’università sia per gusto personale e in seguito ho iniziato anche a scrivere. Il primo romanzo “Cate e io” l’ho scritto nel 2010/2011 quando avevo già superato i trenta anni. Da quel momento ho sempre continuato a scrivere, quello che presento oggi è il mio terzo lavoro editoriale.

* Come è nata l’idea dei bambini in attesa sulle nuvole

+ L’dea è originale anche se poi, in tanti mi hanno scritto (soprattutto le mamme) dicendo che è un’immagine che hanno utilizzato con i figli quando veniva chiesto da dove provenivano, e loro molte volte hanno trovato l’immagine della loro presenza sulle nuvole. In realtà questo libro è una costola di un lavoro molto più grande in cui volevo raccontare di bambini reali, di adolescenti. Volevo raccontare di come vedevano loro dalle nuvole la storia dei propri genitori, di come si erano conosciuti e poi innamorati. L’editor, la persona che si occupa di seguire lo scrittore nella stesura del libro, mi ha detto «io l’ho letto e mi ha colpito soprattutto quella parte lì e vorrei provare con te a svilupparla». Io avevo scritto tutte altre cose, lui mi ha convinto, ho lasciato il resto a riposo e ho lavorato solo su questa idea.

* Nel libro parli molto di matrimonio, di famiglia

+ Quando il libro è uscito, la prima recensione l’ha fatta Famiglia Cristiana a tutta pagina descrivendolo come esaltazione della famiglia tradizionale, della vita. Io in realtà non avevo avuto questa idea quando l’ho scritto, ho semplicemente raccontato la storia di questi bambini che volevano nascere e basta.

* L’idea del viaggio

+ Qui ho voluto parlare della fiaba del viaggio, si parte per tornare diversi da quando si è partiti, superando delle prove, scegliendo dei luoghi che poi si desidera visitare una volta nati. In realtà il desiderio di nascere in Europa è condiviso da tutti, mi piaceva però raccontare cosa succedeva quando siamo nelle nuvole in una zona di guerra o dove c’è la povertà, qui il desiderio di nascere si affievolisce perché la situazione di sotto è peggiore di quella di sopra. Ho cercato di accentuare la colpa non dei bambini ma di chi sta sotto, non voler nascere per chi vuole nascere è questo il problema importante.

* È un libro che può o viene letto nelle scuole

+ È un libro particolare, è principalmente per adulti. Chi l’ha preso per una fiaba, quando ha letto il finale l’ha ritenuto un colpo basso. Si tratta solo di una pagina, basta spostare un po’ le parole o tagliarla per avere un finale più coerente con le fiabe. Magari per una scuola media, basterebbe leggere solo alcuni brani che possono parlare di bambini africani o di altro. Secondo me è un modo di raccontare cosa c’è di sotto da un punto divista diverso che può essere significativo. In fondo è un libro per adulti ‘ma’, per bambini ‘ma’, praticamente per entrambi ‘ma’. Gli unici che non possono essere interessati sono gli adolescenti perché le domande che essi si pongono sono diverse da quelle di cui si parla nel libro.

Venerdì 8 febbraio ore 21.00 Sala Consiliare

Comune di Monte Porzio (PU) Viale Cante 10

COMUNICATO STAMPA
Venerdì 8 febbraio 2019, alle 21, nella sala Consiliare del Comune di Monte Porzio (Viale Cante 10)PU, l'associazione Monte Porzio cultura e il Gruppo di Lettura "le parole" incontreranno” Matteo Cellini per parlare del suo ultimo libro “I segreti delle nuvole” (Bollati Boringhieri 2018, pag. 143).

Matteo Cellini è un insegnate di scuola media e autore di libri, quello che vene presentato è il suo terzo lavoro. In questo volume dà una visione tutta sua sulle nuvole. Nelle Sacre Scritture sono il trono di Dio (come si può vedere in molti quadri di pittore famosi) mentre nella mitologia Greca la nuvola rappresenta il sapere.
Per gli scrittori hanno sempre esercitato un fascino unico.
Matteo ci racconta che là, sopra quei soffici cuscini ci sono dei bambini che aspettano di nascere. Tutti siamo stati lì in quella soffice sala d'attesa anche se poi lo abbiamo dimenticato.
Il protagonista racconta del tempo che ha passato a guardare quello che accadeva sulla terra mentre aspettava di essere "chiamato" nella sua casa nella città di Urbania tra le verdi colline marchigiane.

Info 0721956000 monteporziocultura@ monteporziocultura.it
Ingresso libero

 

One Response to “Incontro con l’Autore – Matteo Cellimi”

  • admin scrive:

    MATTEO CELLINI

    I segreti delle nuvole

    (commento di Valeria G.)

    Originale il punto di vista dal quale l'autore scruta il mondo e ciò che lo riguarda.

    Che c'entrasse il cielo lo si è sempre saputo, per lo meno da quando qualcuno mise in giro la storia che i bambini li porta la cicogna, stavolta però si va un po' più a fondo della faccenda, che è e resta comunque un gran mistero.

    In questo racconto fiabesco tenerissimo e commovente si viene infatti a sapere che lassù, tra le nuvole, vivono in forme evanescenti, ma determinate, una miriade di creature impazienti di scendere sulla terra e di materializzarsi in bambini veri e propri. Essi avvertono quanto sta per accadere pochi giorni prima della nascita, cioè quando quelle forme per così dire “astratte” cominciano ad essere attraversate da strani formicolii e ad assumere una consistenza sempre più marcata.

    C'è uno strano rapporto tra questi bambini – fratelli. A volte infatti essi, per essere scelti, entrano in competizione gli uni con gli altri come i bambini degli orfanatrofi, altre si legano saldamente tra loro ricolmi di un'affettività smisurata, tanto è il terrore di restare soli, non voluti, mai nati.

    Essi sono il motore del mondo, di quella vita che si attualizza a seguito del desiderio d'amare e d'essere amati. Ad ogni latitudine, meno che in quelle più torride, dove sono in numero ridotto, queste piccole presenze in nuce si affollano sui bordi delle nuvole per scrutare i movimenti degli umani sotto di loro e scegliere, tra tanti, quegli uomini e quelle donne che si incontreranno e si piaceranno così tanto da desiderare di stare insieme per sempre, dando vita a delle famiglie.

    Quei bimbi che sono ancora meno che embrioni, forse appena dei pensieri o delle promesse nelle fantasie di quelle coppie, fanno il tifo per i loro futuri genitori affinché si amino e, strofinandosi nel cuore della notte per trovare calore l'uno nelle braccia dell'altro, accendano quella scintilla di esistenza dalla quale essi potranno finalmente sgorgare, scendendo dalle nuvole così come fa l'acqua dalle sorgenti delle montagne.

    Ecco come Matteo Cellini descrive in forma semplice ma poetica la sua ipotesi sul mistero dell'amore, cioè di quella forza attrattiva tra il maschile ed il femminile necessaria a far sì che l'esistenza riproduca se stessa.

    La vita vuole affermarsi ad ogni costo e quelle creature, che somigliano quasi a dei fuochi fatui, vogliono manifestarsi oltre che in spirito anche in carne, e della carne vagheggiano la dolcezza delle carezze e dei baci e delle attenzioni che i genitori che li hanno desiderati riserveranno loro.

    Gli uni dunque hanno bisogno degli altri, e questo quasi ovunque, anche in quei paesi dove l'esistenza costa più fatica che in altri e non sempre è garantita. Qui infatti può accadere che quegli esserini,  pur bramando di esistere, al tempo stesso siano tristi e contrariati, sapendo che la loro materializzazione sarà segnata da fame, miseria, dolore.

    Non sempre le cose vanno per il verso giusto, non sempre nascere è bello. A volte è preferibile non essere affatto e svanire nel nulla. A volte, neppure dove tutto sembra perfetto, la vita è garantita.

    Non a caso l'altra faccia della nascita è la morte ed allora a nulla vale quel desiderio per quanto forte e smisurato se gli uomini si comportano come se fossero immortali, e, anziche temerla, la sfidano.

    Sono sempre in apprensione quei bambini per i loro futuri possibili genitori e cercano di proteggerli da loro stessi e dalla loro insufficiente considerazione per il bene della vita. Che siano guerre, carestie, malattie o incidenti d'auto, la morte è sempre presente accanto alla vita e le aderisce come un'ombra. Di ciò prima o poi anche le creature sulle nuvole si renderanno conto, così come tutti lo impariamo in qualche modo fin da piccoli, quando scompare un nonno o una nonna, l'uccellino in gabbia o il gattino che finisce sotto un'auto.

    Chissà quali pensieri ci siamo fatti anche noi sulla nostra origine e sulla nostra fine, quando eravamo nella beata età in cui nulla si sapeva ancora…Chissà se anche noi, come Tommaso, una volta scesi nel nostro corpo umano e separati da un qualche fratello gemello celeste, abbiamo continuato a rimpiangerlo, a chiamarlo ed a guardare le nuvole indicandole con un dito, felici di seguire con lo sguardo il palloncino, liberato dalla nostra mano, che saliva su, sempre più su…

    Sono stata piacevolmente sorpresa per le belle pagine finali nelle quali l'autore, finalmente “sceso” dalle nuvole, descrivendo alcuni comportamenti infantili che generalmente l'adulto non comprende, ha voluto suggerire che essi siano proprio il segno di un desiderio di ricongiungimento con un fratellino non nato di cui si avverte la nostalgia. Mi chiedo se in ciò non possa esserci qualcosa di vero, checché ne possano dire pediatri o pedagogisti.

    Per quanto mi riguarda, ho sempre avuto la fortissima convinzione che i neonati sappiano più di quanto crediamo e che ognuno di noi, da piccolissimo, conoscesse verità profonde le quali, crescendo, sono state dimenticate.

    Cellini, con questa pseudo-fiaba piena di garbata leggerezza e una buona dose di fantasia, ha saputo affrontare temi importanti per quei bambini e ragazzi che si trovano nell'età delle domande, questioni basilari a cui miti e religioni di ogni parte del mondo hanno dato le risposte più varie. Fra tante strampalate ipotesi e verità supposte ed indimostrate, quella giocosamente proposta dall'autore è senz'altro assai vicina alla sensibilità di un pubblico molto giovane, il cui universo mentale sicuramente egli ben conosce essendo un insegnante di scuola media.

    Come anche nel precedente La primavera di Gordon Copperny iunior, romanzo ancor più corposo e certamente non improvvisato, Cellini si dimostra autore valido e particolarmente vocato a scandagliare le emozioni ed i sentimenti dei ragazzi, essendo anche lui sempre pronto, come loro, a fare dello stupore l'unica lente in grado di cogliere la realtà profonda delle cose. Sensazione questa che anche il nostro bambino interiore  è felice di tornare a provare, ogni tanto.

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