Foto della visita del 13 gennaio “IL RITRATTO”

Museo "Nori De' Nobili" Ripe di Trecastelli

 

Visita guidata domenica 13 gennaio 2019

Incontro GdL 22 gennaio 2019

Libri in lettura

“Alice e altre storie”, come si intuisce, è un libro di racconti e devo ammettere che me lo sono gustato con calma per assaporarli al meglio tutti e tredici. Infatti ognuno di queste storie trasmette molte emozioni e tante sensazioni. Sono racconti di vita, di persone normali e delle loro esistenze a volte assai difficili e complicate. Devo ammettere che alcuni sono emotivamente molto toccanti e fanno davvero commuovere, tra questi consiglio assolutamente quello che porta il titolo del libro. Io l’ho trovato davvero stupendo e di una intensità pazzesca. Non sono racconti facili da leggere perché risvegliano i noi forti emozioni e si percepiscono, a volte, le sofferenze e le difficoltà dei protagonisti delle 13 storie, inoltre molte di queste sono davvero istruttive ed illuminanti, ci mostrano le vicende vissute e i problemi davvero in modo reale, schietto ed onesto.
Solo pochissimi di questi racconti non mi hanno particolarmente colpito, infatti per la maggior parte li ho trovati appassionanti. Quando si tratta di storie di vita è quasi impossibile restare impassibili, perché almeno una delle vicende narrate sicuramente ci riguarda personalmente o conosciamo amici o parenti che ci sono passati, che hanno dovuto affrontare le situazioni dei protagonisti.
I temi che vengono affrontati sono, infatti, vari e molto importanti, toccano le corde del cuore e della sensibilità umana anche di coloro che cercano di non farsi coinvolgere restando granitici, sono convinto che almeno uno di questi racconti riuscirà a scalfire un pochino il cuore di tutti.
Gabriella La Rovere, infatti, con la sua penna molto limpida, scorrevole ed incisiva arriva al lettore, provocandogli e regalandogli forti emozioni, sa scegliere le parole più adatte ad ogni singola situazione.
A mio avviso, questo è  uno di quei libri da leggere non soltanto una volta, ma almeno un paio per cogliere al meglio la profondità delle vicende narrate, la sofferenza di alcuni protagonisti, le speranze di altri, i sogni e i desideri di altri ancora.

 

Nelle Sacre scritture sono il trono di Dio, nella mitologia greca rappresentano la sapienza, per i romantici sono state lo scenario ideale. Le nuvole, così eteree e libere, hanno sempre esercitato un grande fascino su artisti e scrittori.
Matteo Cellini, insegnante di scuola media e autore tra l’altro di fiabe per bambini (ma in realtà destinate agli adulti) ce ne offre una visone tutta sua. Lo scrittore di Urbino con parole e immagini (le illustrazioni sono di Valerio Berruti) racconta che là, sopra quei soffici cuscini è pieno di bambini che aspettano di nascere. Tutti siamo stati lì in quella soffice sala d’attesa un tempo, anche se poi lo abbiamo dimenticato…
Uno di loro, Tommaso Sili, racconta del tempo che ha passato a pancia in giù a guardare quello che succedeva in Terra, mentre aspettava di essere “chiamato” nella sua casa, nella cittadina di Urbania tra le verdi colline delle Marche.
Da là sopra, con i miliardi di potenziali fratellini e sorelline, aspettava trepidante che i suoi futuri genitori si incontrassero, si innamorassero e intanto si divertiva a saltare e giocare. In attesa di conoscere la sua famiglia ha anche fatto un viaggio per vedere “luoghi che una volta nati sarebbe stato molto difficile vedere”, come per esempio quella collinetta chiamata Hollywood…
Anche se il tono è quello della favola, le domande che attraversano queste pagine sono tutt’altro che “leggere”, ma affrontano i grandi interrogativi dell’esistenza. Una tra tutte: ma noi da dove veniamo?

https://www.iodonna.it

GdL incontra Gianluca Antoni 14 dicembre 2018 ore 21

Sala consiliare comune di Monte Porzio Viale Cante 10.

Info: 0721 956000 email: monteporziocultura @monteporziocultura.it

Sala consiliare comune di Monte Porzio Viale Cante 10.

Incontro Gruppo di Lettura 11 dicembre 2018

Io non ti lascio solo viaggia su tre linee temporali: il presente, un’avventura intrapresa da due amici venti anni prima e un caso risalente a trent’anni or sono. Tre diversi periodi uniti dallo stesso filo conduttore: la scoperta di una verità rimasta a lungo seppellita.
Un ragazzo, impegnato nella ristrutturazione di una casa, trova tra le fondamenta due diari: Rullo e Filo, sono i nomi incisi, uno per diario, e li porta al maresciallo del paese. Non lo sa il ragazzo che quel gesto apre un abisso nella vita del maresciallo, che risale a molti anni prima.

Venti anni prima. Rullo e Filo, amici inseparabili, partono alla ricerca di un’avventura per ritrovare Birillo, il cagnolino di Filo scappato durante un temporale qualche settimana prima. E tra accampamenti nei boschi, incontri e nuove amicizie, girovagano tra le mura del paesino alla ricerca di un piano per recuperare Birillo, e si perdono nei racconti e nelle storie che dopo tanti anni ancora aleggiano nell’aria circostante. Storie di investigazioni e ricerche in una casa in periferia, la stessa dove sono stati ritrovati i diari dei due ragazzini.

La storia di un’amicizia raccontata attraverso due diari

Due diari, uno rosso, l’altro nero, due ricerche a distanza di dieci anni l’una dall’altra, un unico maresciallo. Il lettore conosce le vicende presenti e passate all’interno del libro attraverso tre voci narranti: quelle di Rullo e Filo nei racconti dei loro diari, quella del maresciallo che si perde nei ricordi, a volte, nelle riflessioni dell’oggi, altre.

Il romanzo è la storia di un’amicizia, quella che dura una vita, anche quando, per un motivo o per un altro, non ci si vede più, perché «Mica si può vedere sempre tutto. Vedi alcune cose, ti soffermi a osservarle e sparisce tutto il resto. Una cosa va in figura e il resto diventa sfondo, e nello sfondo la figura si perde, finché non torna di nuovo in figura, ma in quel momento la figura di prima si perde nello sfondo, è un ciclo infinito. Non c’è figura senza sfondo, né sfondo senza figura».

È la storia di un uomo  rimasto intrappolato in un paesino sperduto per tutti quegli anni, per un caso che non è riuscito a risolvere, per una coscienza che non è riuscito ad ignorare. È la storia delle perdite, dei dolori, quelli che ti lacerano così tanto all’interno da non poterli affrontare, quelli che pur di superarli ci ci aggrappa ad un appiglio, seppure invisibile, ma che non fa sentire soli.

16 novembre 2018 – foto

Incontro con l’Autore – 16 novembre 2018

Articolo da Vivere Fano (13/11/2018)

Incontro 12 novembre 2018

Libro in lettura per l'incontro del 12 novembre 2018

Da nord a sud si costruisce la ferrovia che accorcerà le distanze tra i cittadini del nuovo Regno d'Italia. Ma gruppi di briganti, aiutati dalla popolazione locale che dà loro asilo, minacciano costantemente i lavori e i funzionari dello Stato. Il sergente del Regio Esercito Anselmo Toschi viene incaricato di combattere i banditi ovunque e con ogni mezzo. Insieme ai suoi soldati setaccia paesi e campagne, vivendo nel costante pericolo di agguati da parte degli stessi uomini a cui dà la caccia. Tra loro il leggendario Olmo Carbonari, autore di sanguinosi omicidi e fughe rocambolesche. La sua cattura diventa per Toschi l'ossessione che lo tormenta e lo rinfranca nelle lunghe notti all'addiaccio. Quando la squadra riceve a sorpresa il congedo, Toschi sente che la sua missione non può finire così. Ruba un cavallo e lascia la caserma di nascosto, per affrontare la sua guerra privata. Dovrà ripercorrere le orme e i nascondigli dei fuorilegge che ha catturato e fucilato, confondersi con loro, inerpicarsi per boschi e rupi, fino al paese nascosto di Elcito. Fino a confrontarsi con il senso stesso della sua vita.

21 ottobre 2018

Letture estate 2018

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Colazione da Tiffany

Uno dei capolavori più amati della letteratura americana nella straordinaria traduzione di Vincenzo Mantovani.

"Truman Capote è lo scrittore più perfetto della mia generazione" – Norman Mailer 

Holly Golightly, la protagonista di questo estroso romanzo breve, è una cover-girl di New York, attrice cinematografica mancata, generosa di sé con tutti, consolatrice di carcerati, eterna bambina chiassosa e scanzonata. È un personaggio incantevole, dotato di una sorprendente grazia poetica. Intorno a lei ruotano tipi bizzarri come Sally Tomato, paterno gangster ospite del penitenziario di Sing Sing, O.J. Berman, il potente agente dei produttori di Hollywood, il "vecchio ragazzo" Rusty Trawler, Joe Bell, proprietario di bar e timido innamorato…

La rilegatrice di storie perdute

La copertina finemente lavorata avvolge le pagine ingiallite dal tempo. Sofia con gesti delicati ed esperti sfiora la pelle e la carta per restaurare il libro e riportarlo al suo antico splendore. La legatoria è la sua passione. Solo così riesce a non pensare alla sua vita che le sta scivolando di mano giorno dopo giorno. Quando arriva il momento di lavorare sulle controguardie, il respiro di Sofia si ferma: al loro interno nascondono una sorpresa. Nascondono una pagina scritta a mano: è la storia di una donna, Clarice, appassionata di arte e di libri. Un’abile rilegatrice vissuta in nel primo Ottocento, quando alle donne era proibito esercitare quella professione. Una donna che ha lottato per la sua indipendenza. Alla luce fioca di una candela ha affidato a quel libro un messaggio lanciato nel mare del tempo, e una sfida che può condurre a uno straordinario ritrovamento chi la raccoglierà. Sofia non può credere al tesoro che ha tra le mani. Quella donna sembra parlare al suo cuore, ai suoi desideri traditi. È decisa a scoprire chi sia, e quale sia il suo segreto. Ad aiutarla a far luce su questo mistero sarà Tomaso Leoni, un famoso cacciatore di libri antichi ed esperto di grafologia. Insieme seguono gli indizi che trovano pagina dopo pagina, riga dopo riga, città dopo città. Sono i libri a sceglierci, e quel libro ha scelto Sofia. Dopo più di duecento anni, solo lei può ridare voce a Clarice. E solo la storia di Clarice può ridare a Sofia la speranza che aveva perduto. Perché la strada per la libertà di una donna è piena di ostacoli, ma non bisogna mai smettere di mirare all'orizzonte. 

Le ho mai raccontato del vento del nord

Un'email all'indirizzo sbagliato e tra due perfetti sconosciuti scatta la scintilla. Come in una favola moderna, dopo aver superato l'impaccio iniziale, tra Emmi Rothner – 34 anni, sposa e madre irreprensibile dei due figli del marito – e Leo Leike – psicolinguista reduce dall'ennesimo fallimento sentimentale – si instaura un'amicizia giocosa, segnata dalla complicità e da stoccate di ironia reciproca, e destinata ben presto a evolvere in un sentimento ben più potente, che rischia di travolgere entrambi. Romanzo d'amore epistolare dell'era Internet, il romanzo descrive la nascita di un legame intenso, di una relazione che coppia non è, ma lo diventa virtualmente. Un rapporto di questo tipo potrà mai sopravvivere a un vero incontro?

Storia di un postino solitario

Chi non ha mai sognato, almeno una volta, di vivere la vita di qualcun altro? Lirico e avvincente, emozionante e delicato, Storia di un postino solitario è davvero un piccolo gioiello, e un non più piccolo caso editoriale, dal momento che – pubblicato per la prima volta in Canada nel 2004 – il romanzo ha conquistato, un lettore alla volta, un sogno alla volta, il palcoscenico dell'editoria mondiale. Il « postino solitario » è Bilodo, 27 anni, un ragazzo schivo, con pochi amici, appassionato e dedito al suo lavoro, lavoro che gli permette di trovare nelle vite degli altri quello che manca nella sua. Bilodo infatti è un postino indiscreto, per quanto assolutamente innocuo: apre, di notte, le lettere che dovrà distribuire il mattino successivo, e si immedesima nelle esistenze dei corrispondenti. Immagina, fantastica, sogna; si appassiona, si commuove, si arrabbia. Tra tutte, le lettere che più è ansioso di «ricevere», sono quelle di Ségolène, una donna misteriosa che vive in Guadalupa, e che manda degli «haiku» – i caratteristici componimenti poetici giapponesi – a Gaston Grandpré, una delle persone servite da Bilodo, che di Ségolène, in qualche modo, si è innamorato. Quando, a causa di un incidente, Gaston morirà, proprio sotto gli occhi di Bilodo, il giovane postino non riuscirà a rassegnarsi alla perdita di quei componimenti che ormai sente in qualche modo come «suoi», e si sostituirà a Grandpré nella corrispondenza con Ségolène . E non soltanto in quella.

 

 

 

 

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Alberto Lupo legge Kipling “SE”

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Arnoldo Foa legge Leopardi

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Ragazzo solo ragazza sola