Incontri d’Autore – 12 novembre 2019

COMUNICATO STAMPA martedì 12 novembre ore 21 Circolo Ci.B.O. di Monte Porzio PU

L'associazione Monte Porzio cultura con il patrocinio gratuito del Comune di Monte Porzio organizza l'"Incontro d'Autore" con Adrián N. Bravi per parlare di "L'idioma di Casilda Moreira" la sua ultima pubblicazione.

Al centro dell'Idioma di Casilda Moreira (Exòrma) di Adrián N. Bravi c'è uno studente di etnolinguistica che parte dalle Marche alla volta della Patagonia alla ricerca delle ultime due persone che parlano il günün a yajüch (parlata dagli indios günün a künä o tehuelches settentrionali), una lingua in via di estinzione. Già dalla cornice del libro, in cui si racconta come il giovane Annibale sia devoto al suo professore Giuseppe Montefiori, si resta conquistati dal tono epico e scanzonato che Bravi sceglie per la sua narrazione: le ricerche sul linguaggio sono serissime, ma il docente fuori dall’aula si presenta con una tenuta improbabile e, in gita a Porto Recanati con Annibale, si butta a mare, si spinge troppo al largo rischiando di affogare ed entra in coma dopo che il bagnino gli ha estratto una medusa dalla gola. L'incursione in una Patagonia fuori dal tempo, la riflessione sul nostro mezzo espressivo e sulle circostanze in cui si sviluppa e si mantiene rendono prezioso questo libro sospeso tra due continenti come il suo autore, che nato in Argentina vive da molto tempo a Recanati.

Un certo Bartolo dalla pampa argentina chiama Adrian Bravi per avvertirlo che a Fahrenheit-Radio Tre qualcuno ha detto che il suo libro, L'idioma di Casilda Moreira, è libro del mese, in lizza per il titolo di Libro dell'Anno!

Adrián N. Bravi è nato a San Fernando, Buenos Aires nel 1963. Vive a Recanati e lavora come bibliotecario presso l’università di Macerata.

Ingresso libero

Info 0721 956000, monteporziocultura@monteporziocultura.it

Libro in lettura – 5 novembre 2019 – GdL

Storie da ridere per non piangere. Una lingua tenera e sorprendente che mai diventa virtuosismo, ma è sempre al servizio della bellezza dei luoghi e delle persone, del racconto di una Storia vista dalla parte degli ultimi. Un finissimo umorismo con venature nere ma sempre gentili.Un monte d’arenaria (che poi non è neanche un monte: 200 m slm il punto più alto): la prima altura che s’incontra scendendo dalla pianura padana, 60 km prima del monte Conero, lungo la costa adriatica. Con un versante, detto le Rive, che guarda verso nord-est, esposto ai venti di maestro, bora, greco e levante; l’altro, verso sud-ovest, benedetto dal sole e dalla storia.Un mondo piccolo, di pochi chilometri quadrati (l’Adriatico da una parte, i fondali dell’Appennino dall’altro) coltivato a mezzadria, pieno di personaggi, carico d’amore, di rabbia e d’ingiustizia. Nessuna indulgenza per come si stava bene una volta, per il pane fatto in casa: neanche per le lucciole. Storie da ridere per non piangere, da tramandare da padre in figlio: nella fattispecie un lascito da nonno a nipote, nella speranza che le parole sommerse siano ancora comprensibili.«Teobaldi non scrive parole: le adotta, le alleva e le accudisce così quando viene il momento di impiegarne una risponderà docilmente alla chiamata dello scrittore». Stefano Bartezzaghi«Per Teobaldi la realtà che ci circonda è piena di miracoli. Per nutrirsene, bisogna tenere i sensi all'erta e imparare le parole giuste per "dirli". Così come bisogna saper nominare la vita della gente umile e anonima, che svolge al meglio il proprio dovere e sopporta in silenzio le peggiori disgrazie».

Franco Marcoaldi

Venerdì 18 ottobre 2019

Cristina Ara

Libro in lettura – incontro 15 ottobre

Ottaviano vuole annientare la regina d'Egitto e per farlo ha bisogno di uomini valorosi e senza timori. Deve riuscire a formare il suo esercito per dichiarare guerra al regno d'Egitto. Ma la questione è più complicata del previsto: un lanista squattrinato, avido di potere si metterà in mezzo agli affari del princeps.

Presentazione libri – Paolo Maria Rocco – mercoledì 9 ottobre 2019

Incontri d’autore – 4 ottobre 2019

10 settembre 2019 – P.zza Garibaldi 3 – ore 21

Esatate 2019

Estate 2019

Incontro GdL 18 giugno 2019

CESARE PAVESE

La bella estate

Scritto nel 1940, questo racconto, ora riproposto da solo, venne pubblicato solo nel 1949, nel volume dal titolo omonimo che comprendeva "Il diavolo sulle colline" e "Tra donne sole". È la storia di Ginia e, più in generale, della scoperta della vita da parte di un'adolescente. Dall'ambiente operaio al quale appartiene, Ginia entra in contatto con alcuni esponenti di una bohème pseudo-artistica e intellettuale: studenti, eccentrici perdigiorno e pittori dilettanti, che si incontrano nei caffè e abitano nelle soffitte. La ragazza si innamora di Guido, un pittore di origine contadina e, dopo aver vinto le resistenze interiori e i rimorsi residui, si lascia alla fine sedurre. È l'inizio della sua dolorosa maturazione come donna.

Incontro GdL 14 maggio 2019

Il cuore selvatico del ginepro

Vanessa Roggeri

È notte. La notte ha un cielo nero come inchiostro, e solo a tratti i fulmini illuminano l'orizzonte.

È una notte di riti e credenze antiche, in cui la paura ha la forma della superstizione. In questa notte il rumore del tuono è di colpo spezzato da quello di un vagito: è nata una bambina. Ma non è innocente come lo sono tutti i piccoli alla nascita. Perché questa bambina ha una colpa non sua, che la segnerà come un marchio indelebile per tutta la vita.

La sua colpa è di essere la settima figlia di sette figlie e per questo è maledetta. E nel piccolo paese dove è nata, in Sardegna, c'è un nome preciso per le bambine maledette, si chiamano cogas, che significa strega. Liberarsene quella stessa notte, abbandonarla in riva al fiume. Così ha deciso la famiglia Zara. Ma qualcuno non ci sta. Lucia, la primogenita, compie il primo atto ribelle dei suoi dieci anni di vita.

Scappa fuori di casa, sotto la pioggia battente, per raccogliere quella sorella che non ha ancora un nome. Lucia la salva e decide di chiamarla Ianetta e la riporta a casa. Non c'è alternativa ora, per gli Zara. È sopravvissuta alla notte, devono tenerla. Ma il suo destino è già scritto. Giorno dopo giorno, stagione dopo stagione, sarà emarginata. Odiata. Reietta. Da tutti, tranne che da Lucia. È lei l'unica a non averne paura. Lei l'unica a frapporsi tra la cieca superstizione e l'innocenza di Ianetta.

Calendario
novembre: 2019
L M M G V S D
« Ott    
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
252627282930  
Alberto Lupo legge Kipling “SE”

Here is the Music Player. You need to installl flash player to show this cool thing!

Arnoldo Foa legge Leopardi

Here is the Music Player. You need to installl flash player to show this cool thing!

Ragazzo solo ragazza sola