Incontro GdL 14 maggio 2019

Il cuore selvatico del ginepro

Vanessa Roggeri

È notte. La notte ha un cielo nero come inchiostro, e solo a tratti i fulmini illuminano l'orizzonte.

È una notte di riti e credenze antiche, in cui la paura ha la forma della superstizione. In questa notte il rumore del tuono è di colpo spezzato da quello di un vagito: è nata una bambina. Ma non è innocente come lo sono tutti i piccoli alla nascita. Perché questa bambina ha una colpa non sua, che la segnerà come un marchio indelebile per tutta la vita.

La sua colpa è di essere la settima figlia di sette figlie e per questo è maledetta. E nel piccolo paese dove è nata, in Sardegna, c'è un nome preciso per le bambine maledette, si chiamano cogas, che significa strega. Liberarsene quella stessa notte, abbandonarla in riva al fiume. Così ha deciso la famiglia Zara. Ma qualcuno non ci sta. Lucia, la primogenita, compie il primo atto ribelle dei suoi dieci anni di vita.

Scappa fuori di casa, sotto la pioggia battente, per raccogliere quella sorella che non ha ancora un nome. Lucia la salva e decide di chiamarla Ianetta e la riporta a casa. Non c'è alternativa ora, per gli Zara. È sopravvissuta alla notte, devono tenerla. Ma il suo destino è già scritto. Giorno dopo giorno, stagione dopo stagione, sarà emarginata. Odiata. Reietta. Da tutti, tranne che da Lucia. È lei l'unica a non averne paura. Lei l'unica a frapporsi tra la cieca superstizione e l'innocenza di Ianetta.

Incontro GdL 16 aprile 2019

Alla fine, ognuno di noi s'innamora di chi ci guarda per un attimo e poi ci sfugge per sempre

Angela non ha ancora vent'anni quando diventa madre, una mattina a Trieste alla fine degli anni Sessanta. Pasquale, il suo grande amore, è un "jeansinaro" calabrese, un mercante di jeans, affascinante e già sposato. Lui le ha fatto una promessa: "Se sarà maschio, lo riconoscerò". Angela fa tutti gli scongiuri del caso ma nasce una femmina: Emma. Pasquale fugge immediatamente dalle sue responsabilità, lasciando Angela crescere la bambina da sola insieme alla sua famiglia numerosa e sgangherata. I Pipan sono capitanati da un nonno che rimpiange il dominio austriaco, una nonna che prepara le zuppe e quattro zii: uno serio, un playboy e due gemelli diversi che si alternano a fare da baby sitter a Emma. Lei sarà la figlia di tutti e di nessuno e crescerà così, libera e anticonformista, come la Trieste in cui vive, in quella terra di confine tra cielo e mare, Italia e Jugoslavia. Fino al giorno in cui deciderà di mettersi sulle tracce di suo padre, e per lui questa sarà l'occasione per rivedere Angela, che non ha mai dimenticato. So che un giorno tornerai è un romanzo sulla ricerca delle nostre origini, la scoperta di chi siamo e la magia degli amori che sanno aspettare.

 

Domenica 14 aprile 2019

 

Incontro GdL 16 aprile 2019

Con ironia e un pizzico di nostalgia, Luca Bianchini ci prende per mano e ci porta a conoscere i sentimenti più nascosti in ognuno di noi, per scoprire che non hanno confini, "da Trieste in giù". Alla fine, ognuno di noi s'innamora di chi ci guarda per un attimo e poi ci sfugge per sempre.

Alla fine, ognuno di noi s'innamora di chi ci guarda per un attimo e poi ci sfugge per sempre

Angela non ha ancora vent'anni quando diventa madre, una mattina a Trieste alla fine degli anni Sessanta. Pasquale, il suo grande amore, è un "jeansinaro" calabrese, un mercante di jeans, affascinante e già sposato. Lui le ha fatto una promessa: "Se sarà maschio, lo riconoscerò". Angela fa tutti gli scongiuri del caso ma nasce una femmina: Emma. Pasquale fugge immediatamente dalle sue responsabilità, lasciando Angela crescere la bambina da sola insieme alla sua famiglia numerosa e sgangherata. I Pipan sono capitanati da un nonno che rimpiange il dominio austriaco, una nonna che prepara le zuppe e quattro zii: uno serio, un playboy e due gemelli diversi che si alternano a fare da baby sitter a Emma. Lei sarà la figlia di tutti e di nessuno e crescerà così, libera e anticonformista, come la Trieste in cui vive, in quella terra di confine tra cielo e mare, Italia e Jugoslavia. Fino al giorno in cui deciderà di mettersi sulle tracce di suo padre, e per lui questa sarà l'occasione per rivedere Angela, che non ha mai dimenticato. So che un giorno tornerai è un romanzo sulla ricerca delle nostre origini, la scoperta di chi siamo e la magia degli amori che sanno aspettare.

Recensione

È una storia malinconica, ma narrata in modo ironico, e non annoia mai perché è molto movimentata, c'è sempre qualcosa di nuovo che succede. È la storia di una famiglia e in particolare di Angela ed Emma, madre e figlia. Il lettore vede Emma crescere come una figlia, lungo il corso della storia, dalla sua nascita a quando diventa anche lei madre e ricerca così le sue origini. Cercherà quel padre che a malapena ha una volta incontrato, stando accanto ad Angela che è stata per lei sempre molto assente, mentre i suoi nonni e i suoi zii si occupavano di lei negli anni. Emma mi ha sempre fatto molta tenerezza e mi ha dato l’impressione di una ragazza forte e che ha sempre provato a cavarsela da sola. Nel complesso mi è piaciuto molto, per lo stile dell’autore, per l’intreccio, per il personaggio di Emma e per il finale.

Tiziana

Sabato 16 marzo 2019 Ripe di Trecastelli

Ph Patrizia Lo Conte
 


Ph Alfonso Napolitano

 


 

 

Comunicato stampa

A Trecastelli sabato la presentazione di un volume dedicato all’universo al femminile

Sabato 16 marzo 2019, alle ore 17.30, la Biblioteca Comunale della Città di Trecastelli, che si trova presso il Villino Romualdo, ospiterà la presentazione del volume AL FEMMINILE II edizione 2018, a cura dell’Associazione Monte Porzio Cultura. La pubblicazione mette in risalto l’universo al femminile con racconti, poesie, disegni, immagini e pensieri di autrici locali e nazionali.  L’incontro sarà inoltre animato da letture e interpretazioni di scritti, cui prenderanno parte anche alcune delle autrici del libro. L’evento sarà un’occasione per indagare e riflettere sulla sfaccettata dimensione della creatività al femminile, in modo molto coinvolgente. La presentazione del volume AL FEMMINILE II edizione 2018 è promossa dal la Città di Trecastelli e dalla Biblioteca Comunale. La partecipazione all’evento è a ingresso libero.

Per Informazioni: Ufficio Turistico –Villino Romualdo- Piazza Leopardi, 32 loc. Ripe – Trecastelli (Ancona); tel. 071. 7957851 – trecastelliufficioturistico@gmail.comwww.trecastelliturismo.it

Incontro GdL 19 marzo 2019

Questo nuovo romanzo di Gianrico Carofiglio si caratterizza, così come per quasi tutti i suoi lavori precedenti, per una narrazione in prima persona. In questo caso la voce narrante è quella di un Antonio ormai adulto, che rievoca quel momento della sua vita così importante. Le novità, rispetto alle altre opere di Carofiglio sono essenzialmente due: la prima riguarda l’ambientazione della storia, perchè la scelta di una città estera e nello specifico di Marsiglia come luogo dove si svolgono la maggior parte delle vicende èè senza dubbio originale e a suo modo audace. La seconda concerne invece lo stile stilistico adottato, perchè Carofiglio, rispetto ai suoi libri precedenti, mostra la volontà di voler cambiare alcuni aspetti del suo modo di scrivere, senza però volersi snaturare. Il risultato di questo tentativo di rinnovamento è un libro senza dubbio scorrevole e leggero, come tutti i libri precedenti dell’autore, ma con il tenativo di adottare uno stile più sintetico, che ceda meno il passo alle digressioni psicologiche che sono comunque presenti e che contribuiscono a rendere quest’opera interessante, anche per le riflessioni a cui il lettore viene portato.

Ovviamente sono diversi i passi che colpiranno il lettore. Tra i tanti che si potrebbero citare qui ne va ricordato uno, in cui l’autore mette a confronto la complessità della matematica con quella della vita, in un passaggio decisamente ironico, dove il padre di Antonio afferma che “Se la gente crede che la matematica non sia semplice, è soltanto perché non si rende conto di quanto complicata sia la vita“. In conclusione, Le tre del mattino va senza dubbio letto da coloro che apprezzano Carofiglio fin dai tempi dei romanzi con protagonista l’avvocato Guerrieri, ma anche da chi non si è mai approcciato ad un suo romanzo.

Incontro con l’Autore – Franco Casadidio

Alcune foto dell'incontro

Pubblico qui di seguito una parte dell'incontro.

Franco Casadidio, origine marchigiana, almeno per quanto riguarda il cognome. Ha scritto tre libri; in ordine "Quando arriverà la primavera", "L'impronta del diavolo" e l' ultimo quello che presentiamo oggi "Il volo del canarino".
D.  Presentati per chi non ti conosce
R. Lavoro in una segreteria scolastica, tutt'altro lavoro rispetto alla scrittura, la scrittura è una passione, il piacere di scrivere ritagliandomi degli spazi durante la giornata principalmente la sera quando la casa è tranquilla, quando tutti dormono, io mi metto a scrivere.
È una passione da sempre, diciamo fin da ragazzo, prima quello che scrivevo restava chiuso in un cassetto, poi ad un certo punto mi sono detto che così non li avrebbe letti mai nessuno, ho provato con il primo libro "Quando arriverà la primavera", una raccolta di cinque racconti. Una esperienza piacevole con un buon riscontro, quindi ho scritto il secondo, un libricino, "L'impronta del diavolo" e poi l'ultimo che mi ha permesso di coniugare il piacere della scrittura e quello per la storia perché è comunque un romanzo storico in un contesto che mi appassiona particolarmente.
D. In questo libro dimostri una buona conoscenza della storia della Germania
R. Esatto, questa conoscenza deriva dalla passione che ho per la Germania in quel periodo storico, c'è la passione per la storia in generale e per alcuni periodi, in particolare quello che va dalla prima guerra mondiale fino alla seconda, proprio quello in cui è ambientata la storia.
D. Hai avuto qualche problema durante la presentazione del libro visto il periodo storico interessato e il periodo che stiamo vivendo
R. L'unico problema è che ogni tanto c'è qualcuno che prova a tirare la giacca e trasportare quello che è successo in quel periodo con la situazione attuale italiana e in Europa. Io non amo paragonarli soprattutto perché sono profondamente diversi e poi perché questo è un libro, non è neanche un libro di storia, è un romanzo d'amore, una storia d'amore  qualsiasi dove i due protagonisti hanno avuto la sfortuna di vivere in un periodo storico e in un paese che ha vissuto una situazione particolare.
Nello scrivere il libro non c'è stata nessuna intenzione politica, ognuno ha le sue convinzioni, le sue idee politiche, su quello che è successo allora e su quello che succede oggi. Io cerco sempre di non fare paragoni.
D. L'episodio che descrivi nel libro di quando Lui diventa il capo del campo di concentramento e aiuta la protagonista a fuggire, può essere reale?
R. Non penso perché non ho mai avuto informazioni del genere, è vero che ci sono stati alcuni tedeschi che hanno aiutato gli ebrei a fuggire, questo si, il resto è solo romanzo.
D. Perché questo titolo
R. Perché dà una certa speranza nel futuro e poi il canarino vola verso ovest e Sara quando fugge dal campo di concentramento va verso ovest. Mi piaceva l'idea che il volo del canarino, il volo della speranza va verso ovest così come la fuga di Sara è una fuga di speranza per salvarsi da quello che era il suo destino, sempre verso ovest.

 

 

 

 

 

COMUNICATO STAMPA
Venerdì 1 marzo 2019, alle ore 21, nella sala Consiliare del Comune di Monte Porzio (Viale Cante 10) PU, l'associazione Monte Porzio cultura e il Gruppo di Lettura "le parole"  nell'ambito della manifestazione "m'illumino di meno" incontrano Franco Casadidio per parlare del suo ultimo libro “Il volo del canarino”.

L'opera racconta la vicenda umana e sentimentale dei protagonisti: Jürgen, rampollo di una famiglia dell’aristocrazia Bavarese nonché ufficiale delle SS e Sara, ebrea per parte di madre, discriminata e perseguitata in base alle leggi di Norimberga varate da Hitler nel 1936. 
Dalla firma della resa tedesca nel 1918 alla crisi del ’29; dai primi anni del movimento nazista alla presa del potere nel gennaio del 1933. Dalla “notte dei lunghi coltelli” a quella dei “cristalli”; dai tentativi di assassinare Hitler fino alla disfatta finale, passando attraverso la Conferenza di Wannsee e l’assassinio di Heydrich, ogni episodio, raccontato con precisione storica, vede partecipi a vario titolo i protagonisti del romanzo, in un’avvincente narrazione che si concluderà solo a metà degli anni ’80. 
Non è un libro politico, è semplicemente un bellissimo romanzo ambientato in Germania. In mezzo c'è stato il nazismo, è vero, e i protagonisti lo vivono e lo subiscono in pieno.

Info 0721956000 monteporziocultura@ monteporziocultura.it
Ingresso libero

Incontro GdL – 26 febbraio 2019

Alcuni tra i più grandi avvenimenti storici della prima metà del '900 fanno da sfondo alla vicenda umana e sentimentale dei protagonisti. Jürgen, rampollo di una famiglia dell'aristocrazia bavarese nonché ufficiale delle SS e Sara, ebrea per parte di madre, discriminata e perseguitata in base alle leggi di Norimberga varate da Hitler nel 1936. Dalla firma della resa tedesca nel 1918 alla crisi del '29; dai primi anni del movimento nazista alla presa del potere nel gennaio del 1933. Dalla "notte dei lunghi coltelli" a quella dei "cristalli"; dai tentativi di assassinare Hitler fino alla disfatta finale, passando attraverso la Conferenza di Wannsee e l'assassinio di Heydrich, ogni episodio, raccontato con precisione storica, vede partecipi a vario titolo i protagonisti del romanzo, in una narrazione che si concluderà solo a metà degli anni '80.

 

book-tryler

Incontro con l’Autore – Matteo Cellimi

Intervista TSK

* Matteo Cellini, insegnante e scrittore, parli un po’ di te

+ Sono di Urbania, ho sempre vissuto lì e insegno nelle scuole medie. Quando ero ragazzo non scrivevo e non ero neanche un buon lettore. In 5^ liceo è cambiata l’insegnante di lettere, devo a lei il fatto di aver aperto lo ‘scrigno’. Mi sono iscritto a lettere e ho iniziato a leggere sia per l’università sia per gusto personale e in seguito ho iniziato anche a scrivere. Il primo romanzo “Cate e io” l’ho scritto nel 2010/2011 quando avevo già superato i trenta anni. Da quel momento ho sempre continuato a scrivere, quello che presento oggi è il mio terzo lavoro editoriale.

* Come è nata l’idea dei bambini in attesa sulle nuvole

+ L’dea è originale anche se poi, in tanti mi hanno scritto (soprattutto le mamme) dicendo che è un’immagine che hanno utilizzato con i figli quando veniva chiesto da dove provenivano, e loro molte volte hanno trovato l’immagine della loro presenza sulle nuvole. In realtà questo libro è una costola di un lavoro molto più grande in cui volevo raccontare di bambini reali, di adolescenti. Volevo raccontare di come vedevano loro dalle nuvole la storia dei propri genitori, di come si erano conosciuti e poi innamorati. L’editor, la persona che si occupa di seguire lo scrittore nella stesura del libro, mi ha detto «io l’ho letto e mi ha colpito soprattutto quella parte lì e vorrei provare con te a svilupparla». Io avevo scritto tutte altre cose, lui mi ha convinto, ho lasciato il resto a riposo e ho lavorato solo su questa idea.

* Nel libro parli molto di matrimonio, di famiglia

+ Quando il libro è uscito, la prima recensione l’ha fatta Famiglia Cristiana a tutta pagina descrivendolo come esaltazione della famiglia tradizionale, della vita. Io in realtà non avevo avuto questa idea quando l’ho scritto, ho semplicemente raccontato la storia di questi bambini che volevano nascere e basta.

* L’idea del viaggio

+ Qui ho voluto parlare della fiaba del viaggio, si parte per tornare diversi da quando si è partiti, superando delle prove, scegliendo dei luoghi che poi si desidera visitare una volta nati. In realtà il desiderio di nascere in Europa è condiviso da tutti, mi piaceva però raccontare cosa succedeva quando siamo nelle nuvole in una zona di guerra o dove c’è la povertà, qui il desiderio di nascere si affievolisce perché la situazione di sotto è peggiore di quella di sopra. Ho cercato di accentuare la colpa non dei bambini ma di chi sta sotto, non voler nascere per chi vuole nascere è questo il problema importante.

* È un libro che può o viene letto nelle scuole

+ È un libro particolare, è principalmente per adulti. Chi l’ha preso per una fiaba, quando ha letto il finale l’ha ritenuto un colpo basso. Si tratta solo di una pagina, basta spostare un po’ le parole o tagliarla per avere un finale più coerente con le fiabe. Magari per una scuola media, basterebbe leggere solo alcuni brani che possono parlare di bambini africani o di altro. Secondo me è un modo di raccontare cosa c’è di sotto da un punto divista diverso che può essere significativo. In fondo è un libro per adulti ‘ma’, per bambini ‘ma’, praticamente per entrambi ‘ma’. Gli unici che non possono essere interessati sono gli adolescenti perché le domande che essi si pongono sono diverse da quelle di cui si parla nel libro.

Venerdì 8 febbraio ore 21.00 Sala Consiliare

Comune di Monte Porzio (PU) Viale Cante 10

COMUNICATO STAMPA
Venerdì 8 febbraio 2019, alle 21, nella sala Consiliare del Comune di Monte Porzio (Viale Cante 10)PU, l'associazione Monte Porzio cultura e il Gruppo di Lettura "le parole" incontreranno” Matteo Cellini per parlare del suo ultimo libro “I segreti delle nuvole” (Bollati Boringhieri 2018, pag. 143).

Matteo Cellini è un insegnate di scuola media e autore di libri, quello che vene presentato è il suo terzo lavoro. In questo volume dà una visione tutta sua sulle nuvole. Nelle Sacre Scritture sono il trono di Dio (come si può vedere in molti quadri di pittore famosi) mentre nella mitologia Greca la nuvola rappresenta il sapere.
Per gli scrittori hanno sempre esercitato un fascino unico.
Matteo ci racconta che là, sopra quei soffici cuscini ci sono dei bambini che aspettano di nascere. Tutti siamo stati lì in quella soffice sala d'attesa anche se poi lo abbiamo dimenticato.
Il protagonista racconta del tempo che ha passato a guardare quello che accadeva sulla terra mentre aspettava di essere "chiamato" nella sua casa nella città di Urbania tra le verdi colline marchigiane.

Info 0721956000 monteporziocultura@ monteporziocultura.it
Ingresso libero

 

Incontro con Gabriella La Rovere

In margine all’incontro con l’Autrice del libro “Alice e altre storie” di Gabriella La Rovere riportiamo di seguito uno stralcio degli interventi della gradevole serata.

*Parlaci un po’ di te

+ Sono un medico con una sola paziente, ho avuto la fortuna di avere una paziente assoluta, mia figlia. È grazie a lei che sono in qualche maniera esperta di malattie rare e di autismo, ed essendo anche giornalista, ho potuto parlare di questa malattia in tempi nei quali non se ne parlava ancora. Ho potuto fare programmi televisivi che sono andati in onda sul satellite (Rai Educational) perché al tempo non c’erano alternative. Pur essendo laureata in medicina ho sempre scritto, anche da bambina leggevo e scrivevo molto. Nel momento che mi sono trasferita in Umbria, circa 10 anni fa, ho lasciato completamente il lavoro e mi sono dedicata completamente alla scrittura.

* Hai scritto anche dei monologhi per teatro, come è nata questa passione, se così la possiamo definire

+ È stato un puro caso perché quando ho scritto il primo libro “L’orologio di Benedetta”, in attesa della sua pubblicazione, per più di un anno, i miei amici che non mi sopportavano più mi hanno consigliato di creare un pezzo teatrale. Dopo averlo completato l’ho proposto a diverse attrici perché si trattava di un monologo di una donna, di una donna che ero io. Non ricevendo nessuna risposta, a Natale i miei amici, per passare un po’ di tempo, mi hanno proposto di leggerlo. Furono tutti concordi nel dire che per come lo stavo leggendo, potevo direttamente interpretarlo a teatro e così è stato. Siamo andati allo sbaraglio, ho recitato come se nella vita non avessi fatto altro. Ho fatto 44 repliche e ho scoperto un lato del mio carattere che non conoscevo. Quando vado sul palcoscenico mi trasformo.

* Come è nata l’esigenza di scrivere un libro di racconti

+ Io la notte dormo molto poco, studio e scrivo fino al sorgere dell’alba. In una di queste notti sono andata sul sito del quotidiano La Stampa dove si trova l’archivio storico del giornale. Sono andata a vedere gli avvenimenti del giorno della mia nascita anche perché, quel giorno, era collegato ad una serie di eventi che mi erano stati raccontati dai miei genitori. Sono nata appena finito il festival di San Remo, aveva vinto Domenico Modugno, e mia madre in sala parto ascoltava la sua canzone. Il mio nome Gabriella è venuto fuori perché non sapevano come chiamarmi e sfogliando il giornale hanno trovato la notizia che Gabriella di Savoia si era fidanzata con lo Scià di Persia contro il volere del Papa perché lui era divorziato. E tutti questi ricordi, narrazioni familiari, si ritrovavano nella lettura dell’archivio storico. Tra gli articoli che stavo leggendo, ogni tanto comparivano dei trafiletti con piccole storie che erano di una bellezza incredibile, meritavano una seconda possibilità perché erano sicuramente sfuggiti alla maggior parete dei lettori. Le ho trasformate poco, cambiando i nomi e gli ho dato una nuova vita.

* La storia di Alice

+ La storia di Alice è il monologo di una matta, ma in realtà questa storia mette insieme storie che ho ascoltato nei pazienti psichiatrici, perché come volontaria porto avanti da 5 anni un laboratorio di lettura ad alta voce per i pazienti psichiatrici del centro di salute mentale. Le loro storie mi hanno portato a creare la figura di Alice.

* Tra i racconti ce n’è qualcuno a cui tieni particolarmente

+ Dunque “Il cinematografo” è un ricordo della mia infanzia, mio nonno era di Tropea, quindi sono di origini calabrese, e negli anni ’70 (del novecento) viene la prima troupe cinematografica, un evento che aveva mobilitato tutto il paese e soprattutto noi ragazzi. “Burocrazia”, un racconto breve ma è una storia vera di un’assurdità inenarrabile, poi c’è “I fiori che non raccolsi” un amore che va oltre la morte. La storia di un uomo scappato dal manicomio negli anni ’60, quando lo riprendono lui chiede di andare al cimitero e trovano la tomba della moglie coperta completamente di fiori.

Calendario
aprile: 2019
L M M G V S D
« Mar    
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
2930  
Alberto Lupo legge Kipling “SE”

Here is the Music Player. You need to installl flash player to show this cool thing!

Arnoldo Foa legge Leopardi

Here is the Music Player. You need to installl flash player to show this cool thing!

Ragazzo solo ragazza sola